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Una discarica camuffata in riserva marina integrale. Torniamo a parlare di Pianosa - Isole Tremiti

16-Mar-2018

 

 

Nonostante tutto, quando si accosta e si approda su Pianosa è come scendere su un altro pianeta.

Disabitata, ma con evidenti segni di presenza umana passata;

Una struttura edificata, ma ormai pericolante e che si trascina con sé quella quotidianità ormai ferma da tempo;

Sole, mare e vento le uniche presenze quasi tangibili;

Un mare blu cobalto che “chiama”;

Un ambiente sommerso magico che invita al rispetto.

 

Questa è Pianosa

Incantato quando approdi,

da vivere intensamente pochi istanti,

dimenticata appena lasciata.

 

Già dimenticata, per un aspetto in particolare dimenticata da anni, al punto che Pianosa la possiamo definire l'ultimo lembo Italiano nel Mare Adriatico, ma delle "discariche".

 

Sì, batte bandiera Tricolore questo scempio che da più di mezzo secolo non ha mai visto "nessuno" preoccuparsi di tutelarla, valorizzarla, bonificarla e/o perlomeno attivarsi per una campagnia di pulizia delle sue calette e della sua ridotta superficie.

 

Sulla piccola Isola i resti di una nave affondata, il "Panayiota" da ben 32 anni, tonnellate di plastica, tra sacchetti, bottiglie, contenitori, migliaia di frammenti di cassette di polistirolo, blister, reti per la coltivazione dei mitili, stoviglie usa e getta, stracci, scarpe, tronchi e rami di legno, e tutto quello che il mare accumula da anni sulle basse coste dell'Isola e che il vento poi spinge all'interno.

 

E non solo, sul fondo e tutto attorno ci sono 29 bombe di tipo "DEMO" della Seconda Guerra Mondiale, cariche di TNT. Purtroppo, logorandosi, lasciano in mare la sostanza trinitrotoluene (TNT) con i suoi prodotti di degradazione, decisamente inquinanti.

 


in questa mappa la localizzazione e la tipologia delle 29 bombe di tipo "DEMO"

Galleria fotografica - Clicca e ingrandisci 

 

 

 

Le ventisette bombe d’aereo osservate in immersione (su 29) sono state classificate, secondo quanto riportato nella documentazione dallo Stato Maggiore della Marina Militare, come di tipo DEMO da 100/125/250/500 libbre.

Gli ordigni sono stati suddivisi secondo il loro stato di conservazione e il loro posizionamento è stato determinato sulla base della batimetria e del rilevamento di punti cospicui.